Vito Pallavicini

Vito Pallavicini

Si parla molto del fatto che Azzurro sia una delle canzoni in cui più si identificano gli italiani e si loda sempre il suo compositore, Paolo Conte, ma quasi mai si ricorda chi ha scritto il testo di quella canzone, e cioè Vito Pallavicini (1924-2007), che è stato uno dei più grandi autori di testi della storia della nostra canzone.

Cominciò a 25 anni a scrivere, centrando immediatamente il successo con Amorevole, replicato poi subito dopo con Ghiaccio bollente e con Le mille bolle blu, una delle sue tante partecipazioni al Festival di Sanremo. Pallavicini si dedicò con molta passione alla riproposta in italiano di grandi successi stranieri, cimentandosi persino con i Beatles, la cui From Me To You diventò Cambia tattica per Ricky Gianco, e facendo passare nella sua bottega canzoni di Françoise Hardy, Petula Clark, Richard Anthony.

Alla popolarità dei cantanti con cui si trovò a lavorare contribuì non poco il suo stile asciutto e capace di guizzi imprevedibili, come “le mille bolle blu che danzano su grappoli di nuvole” o “il treno dei desideri nei miei pensieri all’incontrario va”.

 Il suo fortunato sodalizio con Pino Donaggio fu duraturo e ricco di successi, così come quello per i fratelli Paolo e Giorgio Conte, per i quali si diede molto da fare per introdurli e farli conoscere nel mondo della discografia. Per il primo oltre ad Azzurro scrisse l’intensa Insieme a te non ci sto più (tra le tante loro collaborazioni) e per il secondo, nella lunga serie di composizioni a quattro mani, brilla Non sono Maddalena, che rivelò al grande pubblico la voce di Rosanna Fratello.

Il suo ultimo importante successo fu al Festival di Sanremo del 1987, quando Al Bano e Romina Power si piazzarono terzi con Nostalgia canaglia, a vent’anni di distanza dalla prima collaborazione con il cantante pugliese che nel 1967 aveva sbancato le classifiche con Nel sole, grazie anche a un testo perfetto e calzato a pennello sulle prorompenti qualità canore del cantante di Cellino San Marco.