Dalla tarantella alla pizzica

Dalla tarantella alla pizzica

Il ballo è una componente fondamentale della cultura popolare e l’Italia dei dialetti da qualche tempo ha saputo valorizzarne le ricche tradizioni dopo decenni di disinteresse in cui si era temuto persino per la loro sopravvivenza. Un caso straordinario di “risurrezione” riguarda la pizzica salentina, sottospecie della più nota tarantella, la danza diffusa da secoli nel Meridione d’Italia e considerata – specie all’estero – un’icona dell’identità nazionale fin dall’Ottocento. Complice un rinnovato interesse per il folklore locale da parte di una generazione cosmopolita cresciuta a rock e rap, si crea negli anni Novanta un gigantesco movimento attorno a questa danza che le popolazioni native ritenevano potesse sconfiggere il morso velenoso della taranta, da cui il nome Tarantella o Pizzica, la versione pugliese. Oggi un festival come La Notte della Taranta, attira nella penisola salentina centinaia di migliaia di giovani da tutta Europa, che accorrono ad applaudire artisti locali e star del rock e della world music impegnate nel rivestire con abiti moderni un repertorio di canti e danze della tradizione. La raccolta parte dalle origini di questo revival: gli anni Settanta di Roberto De Simone e della sua Nuova Compagnia di Canto Popolare, seguiti da altri protagonisti di una stagione irripetibile (Antonio Infantino, Eugenio Bennato, Alfio Antico, dalla Basilicata, Campania e Sicilia). Quindi si concentra sulla produzione degli ultimi decenni spaziando dalle riproposizioni di maestri concertatori dell’Orchestra della Notte della Taranta (Stewart Copeland, Ambrogio Sparagna) a quelle che premono per sconfinare in altri territori (Kalàscima e la psichedelia elettronica; Mascarimiri e l’influsso dei Balcani), dalle “colonne” del sound salentino (Canzoniere Grecanico) all’esordio discografico degli Adoriza, che nel 2019 hanno ricevuto la Targa Tenco per il loro album Viaggio in Italia.