Da Malaga a Detroit.

Da Malaga a Detroit. Ricordo di Fred Bongusto

Con la scomparsa di Fred Bongusto (1935-2019) se ne va uno dei più grandi cantanti confidenziali della storia della nostra canzone, che dal night-club, dove mosse i primi applauditissimi passi, arrivò a conquistare una popolarità internazionale, soprattutto in Sudamerica e in Brasile, che diventò ad un certo punto della sua carriera la sua seconda patria artistica. Bongusto ha partecipato a tutte le più importanti manifestazioni musicali italiane, dal Festival di Sanremo (quattro presenze) al Festival di Napoli, da Canzonissima a Un Disco per l’Estate, che vinse nel 1966 con Prima c’eri tu. Da sempre ammiratore della canzone napoletana classica, Buongusto proprio in napoletano comporrà due dei suoi più grandi successi, Doce doce e Frida, rinnovando la stagione d’oro della canzone partenopea degli anni Cinquanta e arrivando a proporre, sempre in napoletano, uno dei capolavori della canzone francese, Les feuilles mortes, che diventerà Che sera triste, che chiaro ‘e luna. La televisione fu prodiga di successi con lui, così come il cinema, per il quale scrisse numerose colonne sonore, da Malizia e Peccato veniale  di Salvatore Samperi a Venga a prendere il caffè da noi di Alberto Lattuada. Insomma, un protagonista a tutto tondo della nostra canzone, che ricordiamo per il timbro caldo, sensuale e partecipato della sua voce, e per la impeccabile eleganza con cui porgeva le sue canzoni, apprezzatissima dal pubblico che lo ha sempre seguito con immutato affetto nel corso degli anni.