Battisti international

Battisti international

Fu il gruppo inglese degli Amen Corner a decretare nel 1969 il successo internazionale di Battisti come autore, con la loro rivisitazione di un oscuro brano di una giovane cantante italiana (La Ragazza 77, al secolo Ambra Borelli), intitolato Il paradiso della vita, facendone un successo da classifica in Inghilterra e fornendo lo spunto a Patty Pravo per reinciderlo con un nuovo arrangiamento e un nuovo titolo, Il paradiso. Già l’anno prima, in realtà, gli americani Grass Roots avevano avuto un buon riscontro negli USA con la loro versione di Balla Linda, e così in breve tempo il talento di Battisti cominciò ad essere apprezzato, e le cover delle sue canzoni si diffusero a poco a poco in Europa e nel mondo. Tedesco, francese, spagnolo, inglese, svedese, sloveno: ascoltate in queste lingue le canzoni di Battisti che tutti conosciamo si presentano in veste inusuale, curiosa e quindi sorprendente, a testimoniare quanto la qualità della sua musica fosse apprezzata all’estero. Fino ad arrivare a  Music Is Lethal, che vede il testo inglese firmato dal grande David Bowie, per la versione di Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi realizzata dal suo chitarrista Mick Ronson.